Friday 26 January 2007

Lazy days..

...aggiorniamo, và.

Sono quasi le 10, e sono seduto, come da una settimana a questa parte tutte le mattine, davanti al portatile.

Sono indeciso su cosa fare dopo aver aggiornato il blog, e le scelte sono tante, troppe.

Vorrei studiare, e per farlo il modo migliore sarebbe andare all'università, inchiodarmi ad una sedia scomoda, e cominciare a leggere e fare schemi. Lettura veloce come sempre, schemi schematicissimi, memorizzazione dei punti chiave, eliminazione di tutte le cose superflue. Come i numeri delle leggi, le date, e tutte le leggi stupide.

Potrei restare qui, cercare di studiare qui. Non credo riuscirei davvero a concludere qualcosa, però.

 

Sarei voluto andare al Bar, da mio fratello, a leggere e studiare con Jess. Ma lei aveva già altri impegni stamattina, e quindi credo che nemmeno oggi la vedrò.

Stasera infatti lavoro.. se di lavoro possiamo parlare.

Alla fine la componente faticosa è quasi nulla, si tratta di comportarsi bene con le persone, accompagnarle ai tavoli, prendere le comande, aprire un paio di bottiglie di vino, e poi a fine serata togliere tutto da mezzo e andare a casa.

Una sciocchezza, comparato a quello che facevo tempo fa, al Bar, o anche a quello che di solito faccio a Ischia.

 

Non lo so se è normale, da questo punto di vista, che il solo pensare che non la vedrò oggi mi faccia sentire.. un po spento.

Non triste, non abbattuto...semplicemente non felice.

Ancora una volta non capisco perchè ho tanto bisogno di lei, perche devo vederla per stare bene con me stesso.

Perche se sta male io sto male, perche se sta bene io sto bene.

 

Non capisco come funziono.

 

E sono confuso.

 

Prima o poi qualcuno si deciderà a dirmi qualcosa di vero, sulla vita. E non qualcosa di soggettivo.

Qualcuno si limiterà a spiegarmi una cosa, un punto di vista, una situazione, senza aggiungere "secondo me" e lasciandomi intendere che quella cosa è cosi e basta.

Una sicurezza, sarebbe piacevole.

 

Ora ho anche finito di scrivere, suppongo, e devo decidere cosa farne di questa giornata.

 

Qualcosa mi dice che se voglio studiare dovrò spegnere il cervello.

A quanto pare è l'unico modo che ho per concentrarmi.. se lo lascio acceso è come una centrale nucleare senza le barre che controllano la fissione. Semplicemente continua a pensare, pensare, pensare, parte da un pensiero, e arriva dall'altro lato del mondo, in una stagione diversa, passa dalla notte al giorno e dal giorno all'eclisse.

Qualcuno mi dia una spiaggia tranquilla all'alba.

Un tramonto sul picco di una montagna innevata.

Un week-end in riva a un lago.

 

Forse ho solo bisogno di un abbraccio.

 

....o di un bacio.

 

 

Posted by Luxor at 10:04:07 | Permanent Link | Comments (4) |

Sunday 21 January 2007

Ho scoperto che..

...molte persone leggono il mio blog.

Che alcune di loro lo facessero senza dirmelo, lo sapevo.

Che altre lo facessero, non ne avevo la piu pallida idea.

 

Una di queste persone, il cui parere è per me estremamente importante, mi ha detto che dovrei chiudere il blog.

Perche sono troppo esposto, i fatti miei sono sbattuti qui, dove chiunque puo leggerli.

I miei pensieri piu intimi sono esposti alle intemperie, alla critica, e soprattutto ad essere trafugati da persone che non dovrebbero conoscere troppo di me.

 

Fondamentalmente questa persona ha ragione.

E vorrei vedere... chiunque potrebbe usare quello che scrivo qui contro di me.

 

La verità è che io non ho paura di essere un libro aperto, non ho timore che la gente sappia quello che penso.

Chi mi ama mi segua, e chi non mi capisce non mi merita.

 

Provo a spiegarmi meglio:

Se io avessi realmente qualcosa da nascondere, lo farei.

Se decidessi di nascondere qualcosa, non lo scriverei qui.

Tutto quello che scrivo qui, per quanto personale, privato, imbarazzante, è perche non ritengo sia da tenere nascosto.

Quello che mi succede, quello che penso, il modo in cui scrivo, il modo in cui esterno le cose, fa tutto parte di me.

E chi vuole navigare nella mia vita assieme a me dovrebbe adattarsi ai ritmi dei miei venti, al rumore delle mie onde, allo stridio dei miei gabbiani. Perche non si puo cambiare il mare, ci si puo solo adattare, o restare a terra.

 

Se qualcuno usasse qualcosa di quello che scrivo contro di me, ne pagherebbe le conseguenze.

Perche io conosco sia il perdono che la punizione, e so usarli entrambi.

Se qualcuno leggesse qualcosa di quello che scrivo e ne rimanesse dispiaciuto o colpito, è giusto che sia cosi.

Perche comunque prima o poi frequentandomi l'avrebbe scoperto, e comunque io non nascondo quello che sono.

 

Posso certo continuare ad acquistare dimistichezza con le parole e con il modo di esporre, e rendere meno equivoco quello che metto in questo diario, così da limitare le incomprensioni.

Esse potrebbero portare la gente a non capire quello che intendevo, e a risentirne senza reale motivo.

Potrebbero portarle a credere che io pensi cose che realmente non intendevo.

E questo non lo voglio..

 

Quindi, penso che il mio blog resterà qui.

Dove è sempre stato, come è sempre stato.

 

Una valvola di sfogo, un modo per sputtanarmi, una strada per conoscermi.

Per adattarsi a me, o per decidere che non sono quello che fa per voi.

 

E' tutto sempre una questione di scelte...

 





Bene, detto quanto sopra, passiamo ad altre cose.

Sono un po in dubbio, questa settimana, riguardo ai sentimenti delle persone.

Sto cominciando a fidarmi un po meno di parecchie persone, e a difendere un po me stesso.

A mettere il mio benessere davanti a quello degli altri.

A prendermi il mio tempo, a decidere i miei modi.

 

E questo mi ha aperto gli occhi. Nel momento esatto in cui ho smesso di interessarmi io a determinate cose, esse sono venute a cadere, o hanno perso di intensità.

Questo cosa mi fa capire?

Che l'ossigeno per quei fuochi ero io.

E che la mia bombola non è infinita, e non ha bocchette per alimentare troppi fuochi alla volta con la stessa intensità.

Perdo di pressione, scelgo i fuochi sbagliati, non capisco..

E quindi ora osservo.

E guardo un po quali fuochi sono alimentati solo da me, e quali invece sono alimentati da altre persone.

 

And i'm guarding my heart.

Cause it's very easy for me to trust someone like *you*, but it's very hard for me to understand when someone's fooling me.

And i dunno if you're fooling me.

I dunno what you really think, why you act the way you act, i dunno wat you feel.

 

And i can trust you, i want to trust you.

But you have to trust me, and to show me you feel something too.

 

----

 

Originale of the Species - U2:


 

Baby slow down
The end is not as fun as the start
Please stay a child somewhere in your heart

I'll give you everything you want
Except the thing that you want
You are the first one of your kind

And you feel like no-one before
You steal right under my door
And I kneel 'cause I want you some more
I want the lot of what you got
And I want nothing that you're not


Everywhere you go you shout it
You don't have to be shy about it

Some things you shouldn't get too good at
Like smiling, crying and celebrity
Some people got way too much confidence baby


I'll give you everything you want
Except the thing that you want
You are the first one of your kind
And you feel like no-one before
You steal right under my door
I kneel 'cause I want you some more
I want the lot of what you got
And I want nothing that you're not

Everywhere you go you shout it
You don't have to be shy about it, no
And you'll never be alone
Come on now show your soul
You've been keeping your love under control


Everywhere you go you shout it
You don't have to be shy about it
Everywhere you go you shout it
Oh my my

And you feel like no-one before
You steal right under my door
I kneel 'cause I want you some more
I want you some more, I want you some more...

 

Hope this message reaches you.

And i hope you'll understand it.

 

 

Posted by Luxor at 17:57:03 | Permanent Link | Comments (3) |

Wednesday 17 January 2007

I'm just along for the ride..

E' da un po di tempo che ascolto musica nuova, d'oltreoceano..

Una persona di cui mi fido me l'ha passata, me l'ha consigliata, e non mi ha deluso!

Uno dei cantanti che piu mi è piaciuto tra tutti quelli nuovi che allietano le mie giornate, c'è "Sister Hazel"..

..una sorta di Ligabue blues americano.

 

Una delle sue canzoni, Beautiful High, recita:

 

The river will pull me down
Why am I trying to fight it
They cut my feet
They bite my head
And breathe now

Broken hearts
Missing parts
Everyone feels it
Life is good and bad
And I'm finding out

That I'm just along for the ride
No matter how hard you try
Won't let your lows blow my
Beautiful high..


Mi andava di condividerla con voi.

Un ennesimo pensiero sulla vita, sul come la si prende, sul come si reagisce.

Niente di profondo, badate, niente di eccezionale.

 

Oggi sono abbastanza tranquillo, mentre tutto attorno a me è elettrico, agitato.

I miei amici, le situazioni, il lavoro, lo studio.

 

Sono un pò triste perche qualcuno è partito solo stamattina e già mi manca, e so che mi mancherà ancora di piu nei prossimi giorni. Ma confido nel fatto che si divertirà, incontrerà gente che le farà bene vedere, e tornerà lunedì, dopo "soli" 5 giorni.. quindi posso sopportare la sua assenza :)

 

Sono preoccupato per qualcun'altro.

Cervello e cuore non mi danno tregua, e il mio destino continua a bussare alla porta.

Vado a vedere che vuole, e torno.

 

 

Posted by Luxor at 17:48:17 | Permanent Link | Comments (1) |

Thursday 11 January 2007

undicizerounozerosette

Ciao me.

 

Cambia qualcosa, o non cambia niente?

O magari è sempre cambiato tutto, e non me ne sono accorto.

 

 

Sto per andare all'università a studiare, e oggi sono un po triste.

Ho fatto tutto ciò che mi ero posto di fare stamattina, oggi pomeriggio sono seriamente intenzionato a studiare diritto pubblico, e stasera ho l'allenamento di Kung Fu e non vedo l'ora.

Eppure sono un po giu di morale..

 

Mi andrebbe di scrivere qua tutto quello che mi passa per la mente, ma non so quanto possa essermi realmente utile.

E di sicuro non scriverei niente di nuovo, almeno per me.

 

Sarà il tempo? leggermente piovoso, buio, grigio.

 

Sono pieno di speranza , mi sento vivo, mi sento capace di fare qualsiasi cosa.

Sento di avere attorno a me gente che mi vuole bene.

Sento di avere vicino a me una persona speciale, che mi fa sentire bene.

 

Eppure non sono tranquillo.

 

 

Sento arrivare qualcosa di brutto, e non so cosa.

Sento la classica puzza di bruciato prima di rendersi conto di aver lasciato il ferro da stiro sulla camicia buona.

Sento l'odore di gas quando rientri in casa.

Sento il rumore che fa il caffe che bolle da ormai 20 minuti.

 

Forse sono solo mie percezioni distorte, speriamo.

 


Posted by Luxor at 15:17:07 | Permanent Link | Comments (3) |

Tuesday 09 January 2007

zeronovezerounozerosette

Ciao lettori.

 

Un altro flusso di coscienza? no. Considerazioni.

Pare io sia bloccato da qualche parte, fermo.

Senza una meta, senza un vero posto in cui tornare, senza un mezzo per camminare dritto sotto il peso degli impegni.

 

Non riesco a pensare ad altro che alle cose che mi fanno stare bene, e purtroppo queste cose sono davvero poche.

Tutto il resto, che sia dovere, o piacere, o nel mezzo, non riesco a iniziarlo, a continuarlo, a finirlo.

 

Voglio fare una lista delle cose che mi piace fare.

Delle cose che riesco a fare.

 

Mi piace svegliarmi, la mattina. Quei pochi istanti in cui non ricordo chi sono, non so dove sono, e sono ancora immerso nei miei sogni.

Mi piace la colazione.

Mi piace cominciare a pensare alle 9 cosa mangerò verso le 12:30/13:00.

Mi piace cenare fuori, in posti sempre diversi. 

Basta col cibo, comunque, mi piace un sacco.

Mi piace parlare, di me, di qualcuno, di tutto. Mi piace condividere i pensieri che ho, tutti, anche quelli piu stupidi.

Mi piace leggere, e far scorrere il tempo sulla pelle mentre mi approprio delle vite di altre persone, immaginarie o meno.

Mi piace essere cambiato dai libri che leggo, come l'acqua leviga la roccia, piano piano, incessantemente.

Mi piace andare all'università, e vedere tutte quelle menti in giro a prendere aria.

Mi piace praticare il Kung Fu. Concentrarmi, menare le mani, diventare piu aggraziato.

Mi piace avere programmi. Sapere che il finesettimana o la settimana saranno pieni di impegni, di cose da fare, di gente da vedere.

Mi piacciono i miei amici. Passare il tempo con loro, parlare con loro, divertirmi, confrontarmi. Ma non è di loro che parlerò qui.

Perche quello di cui voglio parlare è Jessica.

E' la cosa che mi piace di più, e non ho impegni che tengano testa a lei, al vederla, al parlarci, al sentirla.

Semplicemente immaginate la cosa che vi piace fare di piu, amici che leggete.

Qualcuno è contento solo quando calcia un pallone, qualcuno quando ha soddisfazioni lavorative, qualcun altro ancora  quando fa sesso; poi c'è chi non è mai contento, chi è sempre contento, qualsiasi cosa faccia; chi non se ne frega, e va avanti col pilota automatico.

Ebbene, io posso dirvi in tutta sincerità che in questo periodo io sono contento quando la vedo.

Anche se spesso e volentieri vederla significa essere in compagnia di altre persone anche, per ragioni che non sto a spiegarvi, e non poterla baciare, toccare, sentire vicina.

Anche solo a un metro di distanza, quegli occhi versi brillano.

E riflettono.

Me, al mio meglio.

E dietro di loro, attorno a loro, la ragazza con cui voglio stare.

 

Non mi dilungo oltre su di lei. Chi mi conosce sà quanto tengo a lei, e che situazione incasinata sto vivendo pur di averla affianco quando è possibile.

Vorrei piuttosto attirare la vostra attenzione sul fatto che nella lista superiore non sono menzionati lo studio, il lavoro, e altre cose serie, importanti.

Responsabilità che non sono ancora capace di accettare, solo perche non mi vengono imposte.

Non riesco a controllarmi, non riesco ad accrescere la mia forza di volontà.

L'inerzia mi blocca a terra, mi incatena i piedi, mi atrofizza le mani.

E perdo tempo.

O meglio, lo catalizzo tutto sulle cose che mi piacciono.

 

Con l'evidente risultato di esagerare.

 

Per non parlare della mia profonda frustrazione a livello sentimentale.

 

Avevo tanta voglia di scrivere.

Mi è passata strada scrivendo.

 

Sarà l'inerzia che si prende tutto. E non lascia niente dove passa.

 

 

Posted by Luxor at 16:02:21 | Permanent Link | Comments (1) |

Saturday 06 January 2007

Sono io.

Sono io.

 

Sono solo io, cazzo, dai.

 

Non lo so perche lo scrivo. Lo scrivo e basta. Andiamo di flusso di coscienza, stanotte.

Ho appena conosciuto altre persone. Simpatiche, estroverse, piene di esperienze. Ricche di cose da condividere.

Ti danno l'idea di chi ti farà passare momenti divertenti.

 

Però non lo so.

Sempre piu persone sono "attratte" da me. Sono colpite da me.

E io non riesco a vedere quello che vedono loro.

Non riesco a usare le mie potenzialità, a farle fruttare.

 

Non riesco a non preoccuparmi quando qualcuno mi da motivo di farlo.

Non riesco a concentrarmi.

Non riesco ad avere fede veramente, a fidarmi veramente di qualcuno.

 

Pericoli ovunque, tradimenti ovunque.

Tristezza su tutto, avvolte ci prendo.

 

Vecchie ferite riaperte, nuove ferite inferte.

Gira la lampada del faro, punta su tutti gli scogli attorno a me.

Non c'è spazio per far passare la nave, per farla arrivare lontano, verso l'oceano.

Promontori grandi quanto esami, Scogli duri come l'amore..

 

E niente, il guardiano del faro continua a leggere, a tenersi in forma, a cambiare la lampadina.

A far sembrare il faro una cosa bella, incredibile, utile, romantica.

 

Eppure, prima o poi tutti si rendono conto che è ferma.

Che non va da nessuna parte.

 

 

Puoi sradicarlo.

Piazzarlo su un'altra scogliera.

 

E là resta.

 

E' l'ennesimo giro del faro, il lavoro d'esser leggero.

 

Lo dice il Liga.

 

Non so cosa significhi. So cosa ne penso, e non lo scrivo.

 

Sto cominciando giochi pericolosi. Ho tirato le mie reti in acque profonde. Non ho secchi grandi abbastanza per i pesci che potrei tirare su, nell'eventualità che io riesca a tirarli in barca.

E non mi va di vederli morire boccheggianti solo perche non posso portarli a terra vivi.

 

Ma che cazzo sto scrivendo.

Voglio sfogarmi.

Voglio cantare, piangere. Ridere come un forsennato.

Capire quello che cazzo devo fare, dove cazzo devo andare.

Ho un biglietto, per un treno.

Non so quale è il binario, non so che treno è. So solo dove porta. E non so cosa trovo, nella stazione dove arrivo, ne so solo il nome: MORTE.

 

Troppe cose in mezzo.

Troppe scelte da fare.

 

E troppe persone di cui DOVERSI fidare.

 

Voglio una situazione facile.

Una cazzo di situazione facile da risolvere, semplice, con una logica ferrea da seguire.

Senza errori, senza paura, senza dolore, senza fatica.

 

Niente, la vita è dura.

Diamante.

 

Bella. Dura.

 

Basta. 

Posted by Luxor at 23:38:57 | Permanent Link | Comments (1) |