zeronovezerounozerosette
Ciao lettori.
Un altro flusso di coscienza? no. Considerazioni.
Pare io sia bloccato da qualche parte, fermo.
Senza una meta, senza un vero posto in cui tornare, senza un mezzo per camminare dritto sotto il peso degli impegni.
Non riesco a pensare ad altro che alle cose che mi fanno stare bene, e purtroppo queste cose sono davvero poche.
Tutto il resto, che sia dovere, o piacere, o nel mezzo, non riesco a iniziarlo, a continuarlo, a finirlo.
Voglio fare una lista delle cose che mi piace fare.
Delle cose che riesco a fare.
Mi piace svegliarmi, la mattina. Quei pochi istanti in cui non ricordo chi sono, non so dove sono, e sono ancora immerso nei miei sogni.
Mi piace la colazione.
Mi piace cominciare a pensare alle 9 cosa mangerò verso le 12:30/13:00.
Mi piace cenare fuori, in posti sempre diversi.
Basta col cibo, comunque, mi piace un sacco.
Mi piace parlare, di me, di qualcuno, di tutto. Mi piace condividere i pensieri che ho, tutti, anche quelli piu stupidi.
Mi piace leggere, e far scorrere il tempo sulla pelle mentre mi approprio delle vite di altre persone, immaginarie o meno.
Mi piace essere cambiato dai libri che leggo, come l’acqua leviga la roccia, piano piano, incessantemente.
Mi piace andare all’università, e vedere tutte quelle menti in giro a prendere aria.
Mi piace praticare il Kung Fu. Concentrarmi, menare le mani, diventare piu aggraziato.
Mi piace avere programmi. Sapere che il finesettimana o la settimana saranno pieni di impegni, di cose da fare, di gente da vedere.
Mi piacciono i miei amici. Passare il tempo con loro, parlare con loro, divertirmi, confrontarmi. Ma non è di loro che parlerò qui.
Perche quello di cui voglio parlare è Jessica.
E’ la cosa che mi piace di più, e non ho impegni che tengano testa a lei, al vederla, al parlarci, al sentirla.
Semplicemente immaginate la cosa che vi piace fare di piu, amici che leggete.
Qualcuno è contento solo quando calcia un pallone, qualcuno quando ha soddisfazioni lavorative, qualcun altro ancora quando fa sesso; poi c’è chi non è mai contento, chi è sempre contento, qualsiasi cosa faccia; chi non se ne frega, e va avanti col pilota automatico.
Ebbene, io posso dirvi in tutta sincerità che in questo periodo io sono contento quando la vedo.
Anche se spesso e volentieri vederla significa essere in compagnia di altre persone anche, per ragioni che non sto a spiegarvi, e non poterla baciare, toccare, sentire vicina.
Anche solo a un metro di distanza, quegli occhi versi brillano.
E riflettono.
Me, al mio meglio.
E dietro di loro, attorno a loro, la ragazza con cui voglio stare.
Non mi dilungo oltre su di lei. Chi mi conosce sà quanto tengo a lei, e che situazione incasinata sto vivendo pur di averla affianco quando è possibile.
Vorrei piuttosto attirare la vostra attenzione sul fatto che nella lista superiore non sono menzionati lo studio, il lavoro, e altre cose serie, importanti.
Responsabilità che non sono ancora capace di accettare, solo perche non mi vengono imposte.
Non riesco a controllarmi, non riesco ad accrescere la mia forza di volontà.
L’inerzia mi blocca a terra, mi incatena i piedi, mi atrofizza le mani.
E perdo tempo.
O meglio, lo catalizzo tutto sulle cose che mi piacciono.
Con l’evidente risultato di esagerare.
Per non parlare della mia profonda frustrazione a livello sentimentale.
Avevo tanta voglia di scrivere.
Mi è passata strada scrivendo.
Sarà l’inerzia che si prende tutto. E non lascia niente dove passa.