11 Settembre. Ancora.
11 Settembre… è incredibile come sia sempre puntuale questa data.
Da 22 anni arriva imperterrita sempre lo stesso giorno, sempre nello stesso modo, e da 22 anni ormai mi trova quasi sempre nella stessa situazione.
Quasi sempre.
Perche quest’anno è diverso, anche se non saprei dire se in meglio o in peggio.
Da una parte non ho nessuna voglia di festeggiare… non mi attira tanto il numero 22… e non ho voglia di candeline, luci soffuse, amici stretti intorno, torte, tirate d’orecchie, famiglia, regali, battute, scherzi, crescere.
No, nessuna voglia.
Dall’altra parte la mia situazione quest’anno è diversa finalmente dai 22 passati.
22 Anni.
Cavolo, scritti sembrano un eternità. Ma davvero, DIAMINE.
Togliamo i primi 12 di formazione, và.
Ne restano comunque 10. Dieci anni.
Quante cose ho visto, ho fatto, in questi dieci anni. Quante ne ho sbagliate. Quante occasioni perse. Quanti amici persi. Quante volte sono stato troppo timido o troppo stupido per fare la cosa giusta al momento giusto.
Ed è cosi che piano piano sono arrivato a 22, e sono ancora quello che in parte ero anche 10 anni fa.
Un bimbo troppo cresciuto, con nessuna voglia di crescere ancora..
Non è una cosa cosi brutta, sappiate.
Si sta bene.. la testa resta leggera per la maggior parte della giornata, si ride e si scherza di gusto, non si riesce ad odiare nessuno veramente, si è capaci di sognare per bene e di credere ciecamente nelle cose anche impossibili, non si sente il peso delle responsabilità, non si pianifica oltre l’ora, non si sente la mancanza di cose come il sesso, il tempo scorre e tu lo impegni come meglio ti riesce, minuto per minuto.
Eh già, non è per niente come nel mondo adulto, dove sai sempre cosa devi fare e lo fai quanto puoi, finche non crolli di sonno o di esaurimento.
Se una cosa non ti va, non la fai.
Anche se dovresti farla.
Tanto il tempo davanti sembra infinito.
…il problema soggiunge in giornate come l’11 Settembre.
Giornate che aggiungono una tacca.
E fanno sembrare infinito anche il tempo dietro.
E mi prende un po lo sconforto, e mi rigiro nel letto. E non prendo sonno. E ripenso a ieri, a un mese fa, a un anno fa, a 5 anni fa.
A tutto quello che avrei dovuto già fare. A tutto quello che dovrei fare oggi. A tutto quello che dovrò fare da domani.
E questa si che è una brutta cosa, amici.
Se state ancora leggendo e non state pensando “minchia ma che depresso, ma che palle sto blog”… beh, grazie.
Perche io non riesco a non pensare, a non chiedermi tutto, a non cercare di capire.
Chi sono? Cosa sono stato? Cosa diventerò?
Oggi pesa. Pesa tanto, sulle spalle, ragazzi.
Anche perche oggi non è ieri.
Ieri avevo ancora 21 anni.
E lei era qui. Con me. Sul mio letto, tra le mie braccia. Occhi negli occhi, con la musica sotto.
Una roba da squagliarci anche Osama Bin Laden… altro che attacco alle torri, 5 anni fa.
Ieri eravamo sulla MIA isola. Si, la MIA isola. La sento mia come non mai. Ogni angolo, ogni angusto anfratto sporco di questo guscio di noce che galleggia nel golfo di Napoli.
Dovevo lasciarla per apprezzarla, e ora il mio amore per lei è più forte che mai.
L’arrivo a Napoli, la trepidazione. Vederla da lontano. Prendere insieme il traghetto, il sole riflesso davanti al vesuvio. Il bus, l’albergo, salutare tutti. Andare a trovare Salvatore, il limone. Girare per Lacco Ameno, entrare al mezzatorre e arrivare fino alla terrazza strafottenti. Poi mangiare in piscina, in albergo.E le grezze in mezzo alla strada, e in piscina. Poi scendere a casa, e restarci tutto il pomeriggio o quasi. Non avremo girato molto, ma è stato importante. Dire delle cose, sentirne delle altre. E sguardi tristi, e sorrisi fugaci, e risate pazze, e versi di animali. E rabbuiarsi, e riaccendersi. E tornare a Napoli. Un viaggio in traghetto INFINITO. Il tramonto. Le foto.
Il molo ancora. La fermata del bus. Ultimo abbraccio. Ultimo bacio.
…E dormire. E sognare. E la voglia di lei che ti rimane appiccicata addosso come una giornata afosa.
E la voglia di scrivere mille parole. E la forza di scriverne solo due.
Dove lei non potrebbe comunque leggerle.
Non so, ragazzi.
Non mi sembra oggi il mio compleanno. Mi sembrava ieri.
Non me ne vogliate se sono monotematico. Non me ne vogliate se non parlo d’altro.
Per me sono esperienze nuove. Non sono mai stato innamorato davvero. E ora che lo sono, non so come sfogare il mio amore. Esplodo.
E vado avanti, Walk On.
E imparo, giorno dopo giorno, un pezzetto alla volta.
Imparo a essere piu forte, quando vedo la fragilità degli altri e mi rendo conto di quanto non sia giusto piangersi addosso.
Imparo a essere piu giusto, quando mi rendo conto che si puo fare male anche convinti di fare bene.
Imparo a essere me stesso, a non bruciarmi niente. A tentare sempre, anche quando le possibilità sono quasi 0.
Imparo ad apprezzarmi, e a farmi apprezzare.
Imparo a scrivere, a concentrare nelle parole i sentimenti, per quanto possibile.
Imparo a essere quello che forse sarò un giorno..
Ce l’ho nel sangue.
E’ li, nel DNA, e devo fare quello.
E allora 11 Settembre.
Grazie a tutti.
Ai miei genitori per tutto.
Ai miei amici vicini per la sopportazione, per le esperienze che senza di loro non avrei avuto. Per il loro costante aiuto, per la pazienza che hanno a farmi crescere.
Ai miei amici lontani per la forza con cui riescono a farsi sentire vicini.
E grazie a lei. Perche con la sua fragilità, con le sue paure, con la sua irrazionalità di donna, mi insegna ad amare a 360 gradi, e non solo a essere attratto. Mi insegna a credere in me, perche visto da fuori sembra cosi stupido non farlo. Mi insegna il sacrificio. Mi insegna la pazienza. Mi insegna a sperare.
Grazie di cuori a tutti. Cuore in mano, senza di te che leggi io non sarei niente. Chiunque tu sia.
C’è chi mi vuole come vuole
un po’ più santo
più criminale
e un po’ più nuovo
un po’ più uguale
mi vuole come vuole
c’è chi mi vuole per cliente
chi non mi vuole
mai per niente
e c’è chi vuole le mie scuse
che ciò che sono l’ha offeso
di un po’: te come ti vogliono?
di un po’ tu come ti vuoi? tu come ti vuoi?
sono vivo abbastanza
sono vivo abbastanza
per di qua
comunque vada
sempre sulla mia strada
c’è chi mi vuole più me stesso
e più profondo, più maledetto
e bravo padre e bravo a letto
c’è chi mi vuole perfetto
di un po’: te come ti vogliono?
di un po’ tu come ti vuoi? tu come ti vuoi?
sono vivo abbastanza
sono vivo abbastanza
per di qua
comunque vada
sempre sulla mia strada
di un po’: te come ti vogliono?
di un po’ tu come ti vuoi? tu come ti vuoi?
sono vivo abbastanza
sono vivo abbastanza
per di qua
comunque vada
sempre sulla mia strada
di un po’: te come ti vogliono?
di un po’ tu come ti vuoi? tu come ti vuoi?
sono vivo abbastanza
sono vivo abbastanza
per di qua
comunque vada
sempre sulla mia strada