Tuesday, June 6, 2006

I need a sign..

 

I need a sign, to let me know you’re here;
All of these lines are being crossed over the atmosphere.
I need to know, that things are gonna look up;
‘Cause I feel us drowning in a sea spilled from a cup.

When there is no place safe and no safe place to put my head,
When you can feel the world shake from the words that are said.

And I’m, calling all angels
And I’m, calling all you angels

 

Train - Calling all Angels

 

Strana cosa il destino, strane cose i segni

Insomma, ieri ero seduto sul pratone a studiare, prima di andare in libreria a comprare un libro che dovevo leggere per Friedland.
In realtà potevo scegliere tra due libri, uno dei quali abbastanza difficile da trovare..
e per questo avevo scelto l’altro, nientepopodimenoche “100 colpi di melissa P.”.
Non che avessi voglia di leggerlo, gia mi sono sciroppato “In nome dell’amore”…

Fatto sta che mentre studio un tizio mi si avvicina, mi mette sul libro un opuscolo sul vangelo di Giovanni, e io reagisco come al solito con i marocchini, tipo “no, grazie, non mi serve”.

Il tipo, che non era un marocchino, ma anzi un uomo di mezza eta con occhiali a specchio e una macchina fotografica costosa, cerca di spiegarmi una cosa in italiano, poi mi chiede se parlo l’inglese, e alla mia risposta positiva, si accorge delle copertine dei miei quaderni (che mostrano la yosemite valley, in colorado).

E lui mi fa “ma cosa stai studiando? :O” convinto che fossero libri, e mi dice che lui è di quel posto!

Insomma, ci presentiamo, si chiama Tom, e finiamo a parlare, si siede accanto a me, e tra una cosa e l’altra, mi spiega che era lì col suo gruppo di ragazzi americani di non so quale college, ai quali stava “insegnando”.

Praticamente Tom è uno scienziato, laureato in biotecnologie, specializzato in tossicologia, che ha mollato tutto in America per venire a fare ricerche in europa riguardo le cose che lo affascinano di piu: le interconnessioni tra tutte le religioni mondiali, tra tutti i riti religiosi e non che si susseguono nel tempo e nei luoghi; credo che stia cercando una sorta di “origine” comune delle religioni, o qualcosa di simile.

Insomma, parliamo per due ore riguardo astrologia, religioni europee, americane, indiane, Maya, azteche, induiste, quel tipo ne sapeva davvero tanto.. essendo però uno scienziato mi ha scioccato con un approccio logico e pratico a tutte queste materie, cosa che non ritenevo possibile prima di conoscerlo.

Mi ha raccontato non so quanti aneddoti, e quante notizie che non immaginavo..

Riti che noi perpetriamo nel tempo del natale e del capodanno, semplici gesti che ogni anno facciamo, e che derivano da antiche pratiche DRUIDICHE, INDIANE (indiani d’america..), dalle COSTELLAZIONI, dall’epoca romana..

Cose che un tempo furono create con uno scopo preciso magari, politico, sociale, religioso, e che oggi hanno solo valore simbolico e religioso.

Poi siamo finiti a parlare di Dio, della nostra concezione, gli ho esposto la mia, e ci siamo trovati perfettamente daccordo..

Infine si è parlato di fisica e di cose piu scientifiche, ad esempio, lui sta seguendo un gruppo di ricercatori australiani che avrebbero dimostrato, non ho capito esattamente come (con una serie di esperimenti riguardanti gli “error brackets” ovvero il margine di errore nei calcoli astronomici sulla velocità della luce), che la velocità della luce non è costante ma sta rallentando!

E non essendo costante la velocità della luce, sono sputtanati pure tutti i calcoli fatti col metodo carbonio per determinare l’età delle cose..

E la terra non sarebbe affatto cosi vecchia come si dice!

 

Insomma, un turbinio di informazioni..

E tra tutte le cose, indovinate di quale libro mi ha parlato benissimo e mi ha consigliato caldamente questo perfetto sconosciuto?

“Gli Esclusi”, di Tim La haye.

Che guardacaso era proprio l’altro libro che potevo scegliere.

 

Adesso so quale dei due libri leggerò.

E adesso sono molto più convinto di ieri che il destino e i segni esistano.

 

E mi ha colpito la frase con cui mi ha lasciato, salutandomi e dicendomi quanto era stato costruttivo e bello questo incontro casuale..

“Don’t stop questioning yourself. Don’t just believe, find out yourself. Don’t listen to the one that believe, read, search, and find out yourself.”

Don’t stop questioning.

Mi piace, e ci voglio credere.

Magari tutte le sue teorie erano false, magari no; magari era solo un americano mitomane, fatto sta che il suo atteggiamento mi ha colpito, e mi ha dato la voglia di capire , e non solo di sapere.

Don’t stop questioning.

 

Ps. Ho trovato un  riferimento:

http://lgxserver.uniba.it/lei/rassegna/020809b.htm 

Posted by Luxor in 10:04:08 | Permalink | Comments (4)