Perche io scelga proprio oggi per scrivere qui, non lo so.
Sarà che è finito agosto, sarà che è passato un estate, sarà che ricomincia un "anno" nuovo.
Mi fermo qui, sul bordo di questo caldo, e mi guardo alle spalle.
L'occhio mi cade sui problemi passati, ci rotola sopra, si ferma su alcuni di essi quasi come a volerli sottlineare, e poi continua a rotolare giù, giù, nel baratro che è alle mie spalle.
Sono sul bordo giusto del burrone adesso, e non è un riferimento alla mia sessualità o a un mio eventuale outing internautico, è un "collegamento ipersentimenale" a tutta una serie di perigli che ho affrontato assieme alla mia schiera di personalità.
Scrivo, scrivo, e scrivo strano, e mi chiedo cosa voglio dire, e a chi.
Mi chiedo chi legga qui, e già conosco la risposta: sono io.
Leggo e scrivo per me, parlo con la mia coscienza, dialogo con il mio scarso umorismo e cerco di capire perche crede di essere simpatico. Mi confido con le mie paure, e non faccio altro che spaventarle a morte, chiedo consiglio al mio ego, e lui, quando mi degna di uno sguardo dall'alto del suo piedistallo, si indigna per aver messo anche solo in dubbio le sue "incredibili capacità", i suoi "fenomenali poteri cosmici" in un piccolo cervello vitale.
Parlo, scrivo, leggo, ma concludo poco.
E quindi qui non so cosa dirmi, non so cosa confidarmi, ma, peggio ancora, non so cosa CHIEDERMI.
Che vuoi sapere, navigatore della tua coscienza? Che domanda vuoi porre all'oracolo che vive nel tuo piccolo cuore di uomo?
O vuoi forse solo ancora una volta parlare col gobbo, quello che giorno dopo giorno, ora dopo ora, respiro dopo respiro, ti suggerisce le battute?
Sei venuto a prendere nuove parole? Piu belle di quelle passate, incontestabili nella loro logica contorta, sofisticamente sillogiche?
O sei venuto a parlare col tuo vecchio amico che aspetta da una vita alla cassa, per dirgli "ho mangiato, ho bevuto, tanto e a lungo, mi sei stato amico e hai pazientato, ma ora pago il conto" ?
Perche scrivi, principe della notte della ragione, del sonno della sincerità?
Qui non c'è nessuno che puoi ferire, qui non ci sono mattonelle da saltare, ogni parola che dici puo fare male solo a te, e non devi soppesarle, non devi calibrarle.
Eppure la notte è cosi vuota da lasciare spazio solo alle falene dei tuoi desideri, e le luci ad attrarle sono davvero ben poche, seppur molto luminose.
Prego che un faro ci sia, li fuori, o meglio li sopra, e che qualcuno lo ripari, o scacci via la nebbia.
Non chiedo di brillare di mio.
Non chiedo di sapere dove devo andare.
Chiedo una luce da seguire. Una dentro, e una Fuori.
Recent Comments
Savio.
Interessante il tuo blog, sembr
Aloha
c